“Cucinavo anche 30 lepri al giorno”

Continua la rubrica di Avigliano News “m’aricordo”, per rivivere i ricordi e le tradizioni del passato della zona di Avigliano Umbro e dintorni; dopo aver ascoltato le parole della “Lisetta” stavolta ci spostiamo nella frazione di Dunarobba per sentire un altro personaggio storico del comprensorio.

“La Imola s’aricorda”

Abbiamo incontrato Imola Baglioni  per tutti la ‘Imola’ e basta, una signora che a primo impatto si è resa subito disponibile e molto allegra, insomma una di quelle persone che quando ci parli la prima volta ti sembra di conoscerla da una vita. Imola  è nata a Sismano il 14 luglio nel 1930, ultima di 5 figli (due femmine e cinque maschi). Anche lei come la Lisetta, ha passato la sua vita tra i campi: i suoi genitori contadini hanno sempre lavorato nelle terre del principe Corsini a Sismano, con oltre 40 poderi tra macchie e terreni.

Imola mi accoglie in casa come se fossi un suo nipote: ho notato, infatti, fin subito, la sua simpatia e allegria nel parlare e raccontare quella che è stata la sua vita. Dopo qualche minuto di conversazione, rimango molto divertito dalla sua risposta alla mia domanda riguardo la sua istruzione: “Sono arrivata alla seconda elementare, ma il mio nome lo so ancora scrivere bene e senza occhiali!”.

La signora mi racconta i primi anni della sua vita e quella che è stata la sua esperienza con la guerra: “Abbiamo spesso dormito nei boschi con mamma e papa’, c’erano molti sfollati a Sismano ed avevamo sempre paura che passavano i tedeschi”. Negli anni successivi alla guerra, nonostante la povertà che c’era, Imola con orgoglio e luce negli occhi si ricorda di come i suoi genitori hanno sempre garantito un’esistenza dignitosa a lei e a suoi fratelli: “Mamma e papà ci trattavano bene, spesso mangiavamo anche la carne che per molti a quei tempi era un lusso”.

Questa brava e gioiosa persona, una volta cresciuta e diventata maggiorenne, conosce e poi sposa , Raniero Pettorossi (scomparso alla fine degli anni 80). Con le fatiche ed il sudore della terra, i due riescono a trasferirsi e costruire casa a Dunarobba. Anche loro hanno vissuto da contadini lavorando alle terre del principe Corsini,” A miei tempi c’era allegria e fratellanza,  si andava per le case a ballare e c’era un sano e puro divertimento anche nelle piccole cose” . Imola ribadisce che ancora oggi ha molti amici in zona, e quelle poche volte che esce e va ad Avigliano, è un continuo fermarsi con la gente che esclama “ve la Imoletta”!.

Ci racconta poi con orgoglio delle sue due figlie e dei suoi nipoti. La signora di Dunarobba, quindi, è una donna visibilmente molto legata ai valori della famiglia. Gli chiedo poi un periodo della sua vita che ricorda con particolare piacere: “Per 16 anni di seguito sono stata ai fornelli alla sagra di Dunarobba. Da circa 4 anni non ci sono più per motivi legati all’età,  ma non dimenticherò mai quegli anni in cui cucino, insieme alle altre cuoche anche 30 lepri al giorno!”

Dopo una bella chiacchierata la Imola non si tira indietro a mettersi in posa per una fotografia, e si raccomanda di farle avere modo di leggere l’articolo una volta pubblicato. Me ne vado col sorriso negli occhi dopo circa 20 minuti, salutandola come fosse una mia nonna, e penso a quanto abbiamo da imparare ancora da queste persone in termini di valori e modi di pensare.

 

 

 

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