“Era tanto bello” o dell’eterna polemica delle Sagre Estive I detrattori delle feste paesane sono stati accontentati: quest’anno nessuna (o quasi nessuna) sagra. Cosa hanno vinto in questa maniera? Ve lo dico io: un bel niente

1.198

(Foto di copertina: Montecastrilli deserta, scattata da Lara Altobelli)

AVIGLIANO UMBRO – 14 luglio 2020 – Da “cultore della materia” e da persona che c’ha messo la faccia per sedici, dico sedici, anni (il soprannome “ErSagra” dirà sicuramente qualcosa a diverse persone), era inevitabile che il sottoscritto facesse un pezzo in merito alla desolazione creata nei nostri paesi dalla mancanza delle Sagre Estive. La maggior parte delle persone, il 90%, è dispiaciuta per il fatto che il proprio paese, questa estate, non si animerà e rimarrà uguale agli altri 355 dell’anno, ovvero senza feste, senza giochi, senza musica e senza divertimento. C’è però un 10%, sì, un 10% di persone contenta del fatto che queste Sagre non si svolgano. E una metà di questo 10% ci gode proprio per questo fatto. Per quale motivo? Nessuno, o almeno nessuno che abbia una parvenza di realtà oggettiva. Le principali lamentele sono: la musica alta, le Pro Loco che non pagano le tasse, le norme di igiene, il furto dei clienti ai ristoranti, il poco folklore…

La funzione aggregativa I “lorsignori” autori di queste feroci critiche dimenticano però che, al di fuori poche eccezioni e del periodo estivo di effettuazione di queste manifestazioni, i nostri paesi sono sostanzialmente morti. Non c’è nessuna iniziativa o quasi per animarli e specialmente non vi sono momenti aggregativi destinati ai più giovani, mentre resiste invece qualche associazione dedicata a coloro più avanti con l’età (e per fortuna che resistono). Non sono di certo da considerare i bar, i quali sono punti di ritrovo e di consumo di cibo e bevande: vi si ritrovano delle persone, ma non nascono con la funzione aggregativa con cui hanno preso il via, molti anni fa, le nostre feste paesane. Da fine settembre ad inizio aprile tutto è vuoto, spento, ghiacciato, congelato (e non solo dal freddo). Questa cristallizzazione degli eventi diventa anche una cristallizzazione delle anime, chiuse nelle loro case.

La funzione gastronomica: il “male dei ristoranti” Altra grossa critica fatta dai detrattori è quella che le taverne sottraggano posti ai ristoranti, i quali a differenza delle Pro Loco pagano regolarmente le tasse e sono sottoposti a delle norme più ferree da rispettare. Tralasciando il discorso della tassazione, che demando ad una persona più esperta di me nel merito, mi sposto su quello della clientela e su quello gastronomico e lo inizio con questa domanda: chi fa questo genere di critica, si è mai domandato quale sia l’intenzione delle persone? Ovvero, facciamo un esempio: chi parte da Terni per recarsi a mangiare il Poker di Picchiarelli a Colpetrazzo, siamo sicuri che sarebbe partito di casa per andare a mangiare in un qualsiasi altro ristorante se quel piatto quella determinata sera non fosse stato disponibile? Parliamoci chiaro, se una persona parte da casa per mangiare quella determinata pietanza, non va poi in un ristorante dove non ha la possibilità di trovarla. E anche questo ultimo punto è vero, perché le sagre estive propongono piatti che spesso non si trovano da nessuna altra parte. Sfido uno qualsiasi dei lettori di questo pezzo a citarmi almeno un ristorante dove poter mangiare una delle seguenti specialità senza doverle prima prenotare: Cicche del nonno con la barbazza, Tagliatelle della Trebbiatura, Ciriole All’Ortica, Strappatelle alla Contadina, Picchiarelli alla Selvarellese, Tagliatelle alla Rosaiola, Lumache al Chiodo, Frittello, Coratella D’Oca, Fregnaccia… E potrei continuare. Tralasciamo poi il fatto che, quando vi è molto fila per poter cenare in una sagra, molte persone si spostano nel ristorante più vicino per non dover attendere…

Le Pro Loco: il male assoluto Già, il male dell’Italia sono diventate le Pro Loco: non pagano le tasse, non fanno nulla di particolare, mirano al solo guadagno e non a tenere vivo il paese… Si è visto invece come i detrattori di tali associazioni abbiano fatto migliaia di proposte per tenere vivi i loro paesi di residenza. Le Pro Loco tentano di proporre qualcosa di folkloristico, ma ciò che attira principalmente il pubblico è una cosa: la musica. Per la maggior parte del pubblico si parla poi di musica da ballo, il liscio. La Pro Loco fornisce il divertimento che attira il maggior numero di persone: solo uno stupido farebbe qualcosa che vada nella direzione contraria. Vorrei poi sapere, quanti dei famosi critici, hanno poi investito i propri guadagni per apportare migliorie estetiche al loro paese di residenza oppure per sostenere dei progetti come hanno fatto alcune Pro Loco: penso veramente pochi.

Concludendo Questo articolo nasce dopo che la Regione Umbria, a partire dal 15 luglio, ha concesso la possibilità di organizzare comunque le Sagre Estive a patto che vengano rispettate determinate condizioni (condizioni le quali speriamo rimangano valide solo per l’anno in corso, dopo le già più stringenti misure adottate con la legge regionale n. 2 del 21 gennaio 2015). Con questo annuncio, apriti cielo: critiche a destra e a manca, anche insulti, protezione indefessa nei confronti dei ristoranti, attacchi indiscriminati e via dicendo. Partiamo dal fatto che il sottoscritto è in accordo sul non effettuare Sagre Estive in questa estate 2020: principalmente per una questione inerente la salute pubblica e, in second’ordine, per la impossibilità di poter organizzare qualsiasi spettacolo dal vivo che comporti la presenza di un assembramento, vendendo quindi a mancare ogni parte inerente il divertimento dei frequentatori. Giungo al dunque: nell’ormai lontano 20 giugno 2018 al Teatro Comunale di Avigliano Umbro si tenne un interessante dibattito sulla Legge Gabrielli. Intervenne un signore, G.M., ex presidente della Pro Loco di Amelia, che proprio nei confronti delle Pro Loco ne disse di tutti i colori, definendole “il male dei paesi” e parlando di sagre come di un “disturbo ai ristoratori”. Bene. Questo signore fa parte della famosa metà del 10% nominato all’inizio: godrà e festeggerà per la mancanza di feste paesane e di movimento di turismo e di persone. Sono però certo, nella mia coscienza, che un giorno anche questi figuri rifletteranno e, fra sé e sé, con una lacrima che solcherà il loro volto penseranno: “Era tanto bello”.

E allora lì, veramente, ci resterà solo da piangere.

Nicolò Sperandei

Avigliano News sta cambiando, per saperne di più: www.gofundme.com/manage/salva-avigliano-new

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *