“Pane e Dignità”, il vero valore del lavoro contadino In "Pane e dignità", sua opera prima, Lorenzo Francisci, dottore magistrale in Storia Europea, ci narra delle lotte contadine di Cannara del gennaio 1948

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(Immagine di copertina: Renato Guttuso, Occupazione delle terre incolte in Sicilia, 1949, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda)

TERNI – 2 maggio 2020 – Un’opera che mancava, ed è vero. Sì, perché i libri inerenti la storia locale sono rari e, soprattutto, sono ancor più rari quelli scritti veramente bene. Quello che vi stiamo per presentare rientra in quest’ultimo caso e non lo diciamo per piaggeria nei confronti dell’autore, ma per il complesso lavoro di ricerca archivistica e di lettura bibliografica che è stato fatto per poter redigere un’opera completa e scientifica. Stiamo parlando di “Pane e Dignità” di Lorenzo Francisci, un’opera organica sulla situazione storico-politica dei contadini umbri sino all’entrata in vigore del “Lodo De Gasperi” e le relative conseguenze portate da quest’ultimo. Come tutti i libri di storia locale si tratta di un’opera necessaria, in quanto ci fa scoprire da dove veniamo e come si sono svolte alcune vicende prima che noi nascessimo.

I contenuti Dopo l’introduzione del professor Renato Covino, professore di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Perugia ora in pensione, l’autore fa un preciso e dettagliato quadro politico e sociale della situazione in cui versavano i contadini umbri prima dell’entrata in vigore del lodo. A questa sezione segue poi quella più interessante dal punto di vista narrativo: un vero e proprio storytelling dei fatti di Cannara del 15 gennaio 1948 e dei mesi successivi. Una reale ed effettiva ribellione a cui parteciparono oltre trecento contadini, capeggiati dal sindacalista Riccardo Tenerini e da tre mezzadri (Ezio Ricciolini, Araldo Battistoni ed Umberto Proietti Valeri) per richiedere l’applicazione integrale del Lodo De Gasperi a Cannara. Una testimonianza che assume ancor più importanza sapendo che uno dei quattro “capi-rivolta” (Araldo Battistoni, classe 1923) è ancora vivo e potrà quindi leggere un libro che parla della vicenda da lui vissuta. Vanno poi menzionati anche i fatti di Agello del 18 gennaio 1948, sui quali l’autore si è però dovuto limitare ad un breve excursus per la scarsità di documenti negli archivi storici e di testimonianze dirette.

L’autore Lorenzo Francisci. Nato a Terni il 28 gennaio 1994, è attualmente residente nel comune di Terni con forti radici nel territorio di Montecastrilli (suo padre è originario di Collesecco). Diplomatosi al Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Terni, ha dapprima conseguito la Laurea Triennale in Lettere Moderne e poi quella Magistrale in Storia Europea (quest’ultima con la valutazione di 110/110 e Lode), entrambe all’Università degli Studi di Perugia. Attualmente frequenta un corso presso l’I.T.S. Umbria Academy sullo Sviluppo delle Tecnologie Digitali delle Imprese e collabora con il prof Renato Covino per gli studi relativi all’industrializzazione chimica a Terni e a Narni.

Lorenzo Francisci

Come è nata l’idea di questo libro?

L’idea è nata dal forte interesse degli abitanti di Cannara di ricostruire una pagina importante della storia contemporanea della loro città, quella relativa alla manifestazione del gennaio 1948 e dei successivi arresti e processi ai mezzadri. Il 14 dicembre 2018 si è quindi svolto a Cannara un incontro per rievocare i 70 anni dalle lotte contadine in Umbria nel 1948 (che ha visto il contributo di assessori regionali, docenti universitari, sindacalisti e associazioni locali), con la partecipazione di molti cittadini e durante il quale è stato deciso di realizzare il libro. Ho partecipato alla conferenza come “assistente” del professor Renato Covino, che ha subito proposto la mia candidatura per la stesura del volume. Ricordo di aver accettato la proposta solo dopo alcuni minuti, inizialmente spiazzato dalla sicurezza del professore, convinto che il progetto sarebbe stato un ottimo banco di prova per un neolaureato come me, e dall’entusiasmo delle persone presenti, decisamente coinvolgente! Mi ritengo soddisfatto per aver dato il meglio di me nel lavoro di ricerca e per aver portato a termine un lavoro così importante per una comunità, perché ho potuto rendermi conto di quanto questa possa tenere alla precisa ricostruzione delle proprie radici per far appassionare le vecchie e le nuove generazioni alla storia della loro città.   

Come si è svolto il lavoro?

Il lavoro di ricerca si è basato sull’utilizzo di una bibliografia sia nazionale che locale. Nazionale per quanto riguarda ad esempio lo studio delle politiche dei partiti e dei sindacati dell’epoca riguardo alla questione mezzadrile nell’Italia centrale. Quella locale, invece, è servita ad analizzare come i sindacalisti delle Camere del Lavoro operavano nelle campagne umbre. Ho utilizzato molto l’Unità, in quanto unico quotidiano dell’epoca con una sezione dedicata agli eventi locali, presentati da me però in maniera oggettiva. Purtroppo c’è la scarsità dei dati inerenti la prefettura di Terni, purtroppo non posseduti dall’archivio di Stato di Terni, dove ho comunque esaminato le politiche del PCI e della DC nella provincia. L’archivio di Perugia è invece molto più consistente. Ho potuto consultare, infatti, gli archivi del PCI, della Prefettura e della Corte d’Assise. Online ho reperito solo gli Atti Parlamentari. Il lavoro di ricerca e reperimento dei materiali ha richiesto circa tre mesi, così come quello di stesura. Sono stati più lunghi i tempi di correzione delle bozze a causa dei molteplici impegni del mio mentore (Prof. Covino) e dell’urgenza nella stesura, correzione e invio di due articoli scientifici.

Quali obiettivi ti poni con questa tua opera prima?

L’obiettivo guida è stato quello di svolgere un’accurata analisi storico-scientifica su un evento molto sentito a Cannara, che possa auspicabilmente avviare una florida stagione di approfondimenti storici anche nelle altre città umbre. Al contempo ho dato ampio spazio a un intento diverso da quello che poteva essere la semplice ricerca, maturato durante la stesura del lavoro. Ho quindi cercato di dare dignità alla figura dei contadini, negli anni Quaranta ancora considerati ignoranti (e per la loro “ignoranza” addirittura reputati innocenti dalla sentenza della Corte di Assise di Perugia del 1948!) e inferiori rispetto ai cittadini. Così non è, come dimostrano sia il titolo dell’opera (il pane è il motivo delle loro proteste) sia le testimonianze rilasciate dai diretti protagonisti e dai loro parenti in Appendice. Infine, la dedica del mio libro è rivolta a tutti i contadini proprio per sottolineare ancora una volta come anche in questo mestiere vi sia enorme dignità.

Il libro “Pane e Dignità” è pubblicato dalle edizioni “Il Formichiere” di Foligno. Il libro è stato pubblicato ieri, 1° maggio, ed è stato reso disponibile gratuitamente il suo download per tutta l’intera giornata, data l’occasione della Festa dei Lavoratori. Da oggi il libro è in vendita al costo di 15€ nella versione cartacea ed a 7€ in formato pdf.

Nicolò Sperandei

Un pensiero riguardo ““Pane e Dignità”, il vero valore del lavoro contadino

  • 2 Maggio 2020 in 11:16 PM
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    un lavoro preciso e necessario che restituisce , seppure tardivamente, la dignità di esseri umani a contadini legati ad una terra ingrata per la mancanza di mezzi e strumenti di valorizzazione nell’immediato dopoguerra. Una sensibile e precisa ricostruzione storica di una sofferenza terribile imposta ingiustamente a numerose famiglie che hanno osato rivendicare un loro diritto.
    Grazie Lorenzo.

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