Grotta bella, nuove ed interessanti scoperte Trovati altri resti umani appartenenti all'età preistorica

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SANTA RESTITUTA – 15 agosto – La grotta bella di Santa Restituta continua a essere  un’interessante sito archeologico, con nuove scoperte. Durante gli scavi (finanziati, ricordiamolo dal Comune di   Avigliano che ha messo recentemente a disposizione nuovi fondi e dalla fondazione Carit) di questo periodo, infatti, sono stati trovati i resti umani di adulti e bambini: ciò dimostra che la cavità era frequentata già all’età del bronzo, ed era ricca di stalattiti e stalagmiti.

Conferenza a Santa Restituita per fare il punto della situazione (foto sotto) Il gruppo speleologico che segue da vicino alle ricerche è soddisfatto: il modo migliore per presentare ‘i lavori’ è stata la conferenza che si è svolta lo scorso 11 agosto in piazzetta a Santa Restituta, durante la festa, dal titolo ‘Grotta Bella ne siamo orgogliosi”. Coloro che seguono da vicino il progetto sono il gruppo di speleo archeologi del Crs ‘Enzo dei Medici’ e il gruppo speleologico di Todi, sotto la direzione scientifica di Felice Larocca, archeologo preistorico dell’Università di Bari.

Proprio su questa iniziativa, ecco il post su facebook di Carlo Zoccoli, uno dei ricercatori che segue da vicino il progetto (foto sotto): “Una serata speciale a Santa Restituta, tanti ospiti d’eccezione, oltre cento persone presenti e soprattutto tanti amici ! La conferenza ha riguardato in primis la presentazione di un progetto per la futura realizzazione di un teaser promozionale riguardante le bellezze del territorio in relazione con la grotta, a cura di Daniele Foconi cofondatore e direttore creativo di Jok Produzioni una start up che realizza, in modo sostenibile, prodotti audiovisivi che trattano di storia, archeologia, ambiente, scienza, sport, sociale, tradizioni, per la diffusione e la valorizzazione della cultura, poi è entrata nel vivo con una relazione dello speleologo Maurizio Todini sulla storia delle esplorazioni della grotta dall’800 ad oggi. Di seguito è intervenuto l’archeologo e speleologo Federico Spiganti, che ha fatto un focus sulle ricerche che si stanno svolgendo e l’utilizzo della grotta nella preistoria, con le ultime importanti scoperte, e l’archeologa e speleologa Micaela Fiorino che ha descritto le fasi storiche di frequentazione della grotta dall’età del bronzo, il periodo pre romano fino alla tarda età dell’Impero Romano, periodo in cui la grotta è caduta in disuso. A chiudere l’evento, lo speleologo Carlo Zoccoli ha presentato il database dei graffiti, segni e firme storiche rilevate nel corso di uno specifico progetto collaterale a quello archeologico. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Carit di Terni e dal Comune di Avigliano Umbro, è sotto la direzione scientifica del dott. Felice Larocca, archeologo preistorico dell’Università Aldo Moro di Bari, ed è autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.

Le nuove scoperte Proprio nella profondità della grotta, compare il principale scheletro finora individuato: si tratta di un cranio umano e parte del corpo ancora sigillati dal carbonato di calcio e incastrati tra un grosso blocco roccioso e una stalagmite. Ma nelle recenti esplorazioni ecco i nuovi reperti archeologici: su una superficie di 11 metri quadrati, i resti umani trovati sembrano relativi a nove individui, tra cui 5 in età infantile e quattro in età adulta: l’origine sembra preistorica, ciò lo si può dedurre anche da alcuni manufatti litici, da un punteruolo in osso e da un piccolo vaso in ceramica che erano molto probabilmente relativi all’abbigliamento dei defunti.

Traguardi futuri  Ora l’obiettivo dei ricercatori va oltre: si vuole capire e far emergere il rapporto tra l’uomo preistorico con la cavità ed il territorio. Il progetto proseguirà nel mese di settembre e si attendono altri interessanti risultati

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