L’Umbria cambia marcia: da ora triplicheranno i tamponi

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PERUGIA – 27 Marzo 2020 – La Regione introdurrà due tipi di test per individuare i malati di Covid-19. Il primo in 15 minuti potrà rivelare nel sangue la presenza di anticorpi specifici prodotti contro il virus, a questo si affiancherà un test molecolare che rileverà la presenza del virus nelle vie aeree con risposta in un’ora. Ovviamente, la rilevazione attraverso i test rapidi, andrà in parallelo con il test utilizzato sinora (tampone) che richiede una metodica laboriosa con un grande impegno di strumentazione e tempi lunghi di attesa che portano a refertare in Umbria al massimo 500 tamponi al giorno. Grazie a queste introduzioni si stima di poter effettuare all’incirca 1.500 test al giorno, privilegiando le aree geografiche dove il virus è più diffuso. L’obiettivo è di avere nell’arco di una settimana, una quantità significativa di dati per ottimizzare la strategia dell’utilizzo dei test rapidi da implementare poi su tutto il territorio regionale.

La speranza della Presidente Donatella Tesei: “Stiamo lavorando a tutto campo per rispondere al meglio all’emergenza di questo periodo. Sono presente in maniera costante e quotidiana, a volte diplomatica a volte meno, nei vari tavoli con gli interlocutori nazionali. A volte emergono delle difficoltà nelle consegne del materiale, ma voglio lanciare un messaggio ottimista perché sono certa che a breve riusciremo ad avere le strumentazioni necessarie a coprire i posti di terapia intensiva che necessitano nella nostra Regione“.

In foto Donatella Tesei

 

Nei giorni scorsi operatori sanitari e opposizioni chiedevano più test. Soltanto ieri Fabio Paparelli scriveva così alla Presidente Donatella Tesei: “Nonostante, infatti si sia provveduto alla distribuzione di un numero più adeguato di tamponi alle ASL la scelta di effettuare l’analisi dei tamponi che provengono dall’area ternana esclusivamente nell’Istituto Zooprofilattico o in quello di Microbiologia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia è un percorso troppo farraginoso, costoso e non tempestivo, come l’emergenza richiederebbe. Non aver ancora abilitato il laboratorio analisi dell’Ospedale di Terni per l’analisi dei tamponi effettuati sul territorio, non è più sopportabile – aggiunge – gli ultimi risultati dei tamponi effettuati sui nostri concittadini risalgono al 23 marzo scorso e ciò non solo falsa i dati territoriali, ma sta creando profondi disagi agli operatori che non sono messi in condizione di programmare correttamente l’effettuazione dei primi e secondi tamponi secondo le priorità temporali codificate”.

In foto Fabio Paparelli

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