Vita e opere di Leonardo da Vinci narrate all’Unitre di Avigliano

AVIGLIANO UMBRO – 3 aprile 2019 – L’incontro dell’Unitre di martedì 02 aprile è stato tenuto dalla professoressa Antonietta Mancini ed ha avuto come argomento la figura del grande Leonardo da Vinci, del quale a maggio ricorreranno i 500 anni dalla sua morte, avvenuta in Francia nel 1519.

La storia La lezione comincia con alcuni cenni alla biografia di questo grande personaggio. Figlio illegittimo avuto da suo padre con una donna della servitù, Leonardo è stato cresciuto dalla moglie del padre, Monna Alviera, come fosse realmente figlio suo. Egli risentiva molto del rapporto con suo padre, ricco di contrasti per il fatto che il padre voleva che lui intraprendesse gli studi da notaio quando invece Leonardo era intento a coltivare tutt’altre attività. Il nonno, al contrario, fu una persona molto influente nella sua formazione poiché lo avviò alla predisposizione nell’osservare minuziosamente ogni cosa. Anche lo zio, parroco di Fiesole, lo aiutò ad affinarsi nel disegno e nella pittura.

La vita di Leonardo a Firenze Morto il nonno, la famiglia di Leonardo si trasferì a Firenze, dove al giovane venne commissionata la realizzazione dello stemma di una famiglia; da questo lavoro ne ricavò molto denaro e il padre si convinse che quella era la strada giusta per Leonardo.La formazione di Leonardo da Vinci inizia nella bottega del Verrocchio, dove incontra anche Botticelli; i due, sebbene legati da un’amicizia, perseguono due differenti concezioni dell’arte che li portarono spesso a scontrarsi.Attraverso le sue opere è chiaro che Leonardo da Vinci si inserisce perfettamente in quella che era la corrente che si stava manifestando in Italia nel 1500, il Rinascimento: egli infatti, come altri pittori di quell’epoca, punta tutto sulla prospettiva, la profondità e l’espressività.

Le opere più importanti Già attraverso il disegno dell’ “Uomo Vitruviano” , spiega la Mancini, si percepisce la prospettiva e l’armonia delle forme e anche nell’opera “La Vergine delle Rocce” Leonardo mette in risalto le due grandi innovazioni del Rinascimento, la prospettiva aerea e lo sfumato, nonché la grande espressività nei volti. Un’altra grande opera che la professoressa menziona è “L’Ultima cena” dove Leonardo da Vinci mette in luce l’idea della profondità attraverso il punto focale che è l’immagine di Gesù, posto al centro della tavola con alle spalle una finestra e caratterizzato da una grande espressività nel volto e nelle mani, da cui traspare la sua incredulità verso il fatto che di lì a poco qualcuno dei suoi apostoli lo avrebbe tradito.

La Gioconda In ultimo, ma non certo per importanza, la Mancini mostra un’immagine di quello che è il ritratto per eccellenza; quello della Gioconda. La concezione del ritratto per Leonardo, spiega la professoressa, è molto diversa da quella di altri pittori come ad esempio Piero della Francesca che era solito realizzare ritratti di profilo. In questo caso, invece, siamo di fronte ad un ritratto frontale e a mezzo busto, con l’effetto sfumato e la prospettiva aerea; ancora una volta le mani sono un elemento chiave di espressività.

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