Territorio

A Montecastrilli si festeggia Sant’Egidio. Le parole di Ornella Raggi, un’organizzatrice storica

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Dal 24 Agosto al 2 Settembre tornano la XXXV Sagra della Cresciola e la XX Taverna del Contadino

Un paese nel paese: è sicuramente questa la definizione più adatta a descrivere quella che sarebbe una via del paese di Montecastrilli, via Sant’Egidio. Una via che con il passare del tempo ha preso sempre più autonomia, sia per storia sia per la posizione decentrata rispetto all’abitato di Montecastrilli. Per farci raccontare la storia della festa che qui si svolge da XXXV Edizioni abbiamo deciso di parlare con Ornella Raggi (nella foto sotto), una “santegidiese” adottata ed una presenza storica alla cassa del bar della festa.

Allora Ornella, come ebbe inizio la sagra della Cresciola nel 1983? Perché venne proprio scelto questo prodotto?

<<L’idea venne da due signore, Romana (tuttora presente alla “creazione” delle cresciole) e Vera. Era un piatto assai semplice: acqua, farina più degli accorgimenti particolari, dei piccoli segreti che rendono tutt’oggi le cresciole di Sant’Egidio assai particolari. Il nostro lavoro sul bar è continuo. Friggiamo diverse centinaia di cresciole per sera. Molte volte dobbiamo fermarci per cambiare l’olio o rifare l’impasto, facendo attendere i clienti, ma ciò lo facciamo solo per dare al consumatore un prodotto eccellente. Gli uomini pensarono poi invece di aggiungere alle cresciole un panino con la porchetta, una merenda assai semplice da consumare, accompagnato da un bicchiere di vino. Un tempo la festa durava tre giorni e terminava il 1° settembre, con la messa in onore del Santo. Pian piano la festa è cresciuta. Vennero aggiunti dei giuochi popolari: tiro alla fune, rottura di pignatte, l’occhio all’altezza (bisognava indovinare a che altezza era posto un prosciutto), l’occhio al peso (indovinare quanto era il peso di un agnello), il prendere l’oca con un anello gettandoglielo al collo, il tiro della carabina. I premi erano sempre dei generi alimentari. Con l’avvento dei giochi senza frontiere in televisione, vennero effettuati poi dei giochi senza frontiere fra rioni. Si chiamava “Campanili in lizza”, ed era una manifestazione molto interessante, svoltasi intorno al 1989. Le serate danzanti sono arrivate solo negli anni ’90 insieme alla taverna del contadino.>>

Come venne l’idea di creare nel 1998 la Taverna del Contadino? Le tagliatelle della trebbiatura sono un doveroso omaggio ad uno dei piatti consumati durante il lavoro nei campi?

<<Incominciavano ad uscire le prime taverne e si disse “Proviamoci anche noi!”. Ci abbiamo provato ed abbiamo avuto subito successo. Qui e nei dintorni siamo tutti contadini ed il nome della sagra venne da ciò. Vennero in mente subito le famose “tagliatelle della trebbiatura”, che si realizzavano durante la festa della trebbiatura. Si realizzano tuttora con le parti meno nobili (le rigaglie) del pollo e del maiale. Le parti più nobili di questa carni venivano utilizzate invece per altre portate. Gli gnocchi al castrato sono stati inseriti nel menù come piatto tipico della cucina umbra. All’inizio era presente anche lo spezzatino di cinghiale, ma un’altra taverna del luogo aveva un menù basato tutto sul cinghiale e si decise quindi di sostituirlo con lo stinco.>>

 Da alcuni anni è stato appunto inserito nel menù lo Stinco di Maiale arrosto con patate, che ha riscosso subito un grande successo. Come è nata l’idea di riscoprire questo piatto?

<<Avevamo provato una volta a fare lo stinco, grazie ad un’idea di alcuni collaboratori. Lo abbiamo cucinato per noi, lo abbiamo assaggiato, ci è piaciuto ed abbiamo deciso di inserirlo all’interno del menù della taverna. La nostra preparazione è assai lunga, poiché gli stinchi vengono lavati e lasciati ad insaporire sin dal mattino in del vino bianco ed altre spezie segrete.>>

Associazione Sant’Egidio in Festa?

<<L’associazione Sant’Egidio in Festa è nata nel 2004, con l’ufficialità di un notaio. Non è una Pro Loco, ma una associazione senza scopo di lucro. Tutte le nostre attività sono mirate a valorizzare il borgo di Sant’Egidio, tanto che abbiamo eretto nel 2014 un campanile al Santo (consacrato da sua eminenza Ennio Antonelli) vicino all’edicola già esistente. Da quest’anno abbiamo un nuovo presidente, Marco Raggi, a cui facciamo i nostri migliori auguri, il quale è coadiuvato da un gruppo di giovani e anche da meno giovani. Cerchiamo quindi di realizzare anche un passaggio dei ruoli con il passare degli anni. Contiamo anche sulla presenza di qualche aiuto esterno, non proveniente dal borgo di Sant’Egidio.>>

Come accogliete e cosa volete lasciare all’ospite della Festa di Sant’Egidio?

<<Accogliamo l’ospite con le nostre migliori intenzioni e con cordialità e gli vogliamo lasciare un buon ricordo di noi, così che l’anno successivo torni per venirci di nuovo a trovare.>>

Oltre ai piatti citati nell’intervista, presso la “Taverna del Contadino” potrete gustare il ricco antipasto misto, la deliziosa coratella di agnello, la tipica torta al testo umbra farcita con vari ingredienti (salsicce, prosciutto, formaggio, verdura…), gli arrosti di agnello e di vitello e, per concludere, i dolcetti misti con il vin santo. Non vi dimenticate poi di passare presso il bar della festa, dove potrete gustare la celebre e rinomata cresciola, nella versione dolce o in quella salata.

Non mi resta quindi che ricordarvi che anche Er Sagra sarà presente a “Sant’Egidio in Festa 2017”, dal 24 Agosto al 2 Settembre. Vi aspetto, come sempre!

Sotto, una foto gallery

 

 

 

 

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