“Il lupo e il bracconiere” La scorta a Liliana Segre: una sconfitta per la libertà della senatrice e per la nazione italiana

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15 novembre 2019 – È una notizia ormai saputa e risaputa. Dallo scorso giovedì 7 novembre, la senatrice a vita Liliana Segre è sotto scorta. La decisione è stata presa dal prefetto di Milano, il dott. Renato Saccone, dopo gli innumerevoli insulti ricevuti dalla senatrice tramite diversi canali social; insulti virtuali che, secondo la Procura di Milano, potrebbero tramutarsi in attacchi fisici veri e propri. È quindi per questo che la senatrice Segre vivrà, d’ora in poi, accompagnata da due carabinieri che la seguiranno in ogni suo spostamento. Liliana Segre era poi stata al centro dell’attenzione dopo l’istituzione di una commissione straordinaria contro odio, razzismo ed antisemitismo; istituzione votata al senato ed approvata, lo scorso 30 ottobre, con 151 voti a favori, nessun contrario e 98 astenuti (il centrodestra). Lo stesso centrodestra, dopo la votazione, non aveva né applaudito né si era alzato in piedi per omaggiare la senatrice, a differenza degli altri presenti nell’emiciclo.

Il lupo In questa storia il lupo chi è? La stessa senatrice Segre. Il lupo qui infatti ha un ruolo positivo. Rappresenta la libertà di essere e di poter esprimere liberamente le proprie opinioni. Liliana Segre ha una storia, anzi: Liliana Segre è la storia, e ne fa parte e pieno titolo. Facciamo un po’ di storia quindi. La senatrice venne deportata il 30 gennaio del 1944 dal (purtroppo) celebre binario 21 della stazione Centrale di Milano e venne condotta al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove rimase sino alla fine del gennaio 1945. Liliana Segre sopravvisse alla Shoah e venne liberata il 1° maggio del 1945 dall’arrivo dell’Armata Rossa nel campo di Malchow. Sul suo avambraccio sinistro ha ancora tatuato il numero di matricola scelto per lei dai gerarchi nazisti: 75190. Da alcuni anni la senatrice sta raccontando al mondo la sua versione di una storia che ha coinvolto milioni di persone, con però pochi sopravvissuti: la Shoah. La libertà del “lupo” Liliana Segre è però messa in forte pericolo da un temibile bracconiere: l’odio.

Il bracconiere L’odio inconcepibile, senza alcuna motivazione, è il protagonista degli attacchi rivolti alla senatrice, la cui unica colpa è quella di essere sopravvissuta alla più grande tragedia del ’900. Il noto giornale satirico “Lercio” ha anche deciso di scherzarci su, pubblicando un articolo dal titolo “Tendenze. ‘Non sono razzista ma’ sostituito da ‘Con tutto il rispetto per la signora Segre’”. Fa ridere, certo, ma questa formula è stata mai usata da qualcuno di nostra conoscenza? Il rispetto per la signora Segre è stato infatti invocato da Matteo Salvini, il quale ha però evidenziato come anche lui sia oggetto di insulti e minacce giornaliere e come il fatto che l’aver ricevuto l’ennesimo proiettile in busta anonima a lui indirizzato non sia stato oggetto né di polemica né di servizi televisivi (parole dello stesso Salvini dette a DìMartedì lo scorso 12 novembre). Il segretario e capo politico della Lega si è più volte detto disponibile ad incontrare in privato la senatrice Segre per poterle esprimere la sua solidarietà, incontro che, però, non è ancora avvenuto (a differenza di ciò che è stato riportato da alcune testate).

Termini di paragone Ma è possibile effettuare dei termini di paragone fra minacce ed insulti ricevuti per quello che si pensa ed altri ricevuti per quello che si è vissuto sulla propria pelle e per quello che si è? No di certo. Molti politici ricevono insulti, i quali rimangono comunque da condannare, per le proprio idee e per i propri progetti politici che non raccolgono la positiva ed unanime opinione di tutto l’elettorato. Ci sta e fa anche parte del gioco, altrimenti nessuno farebbe politica. Non è invece tollerabile che una donna di quasi 90 anni riceva degli insulti per una storia che lei non ha deciso di vivere e che è ancora incisa, in maniera letterale, sulla sua pelle. Bisogna quindi fare molta attenzione a paragonarsi a qualcosa che, storicamente parlando, è molto lontano da noi.

Solidarietà Molti messaggi di solidarietà sono comunque pervenuti alla senatrice Segre ed il prossimo martedì 10 dicembre si terrà a Milano una manifestazione a sostegno della senatrice stessa dal nome “Rete delle città” e verrà organizzata a nome di A.N.C.I. Saranno presenti anche i sindaci di matrice leghista, su indicazione dello stesso Salvini.

Musica musica A fare da colonna sonora e da titolo a questo articolo è il brano di Ivan Graziani “Il lupo e il bracconiere”, favola a lieto fine scritta dallo stesso cantautore teramano. Si tratta di un inedito postumo uscito nel 2004 (Graziani è infatti scomparso nel 1997) e pubblicato nella raccolta “Firenze Lugano No Stop”. Nel finale della canzone, il lupo riesce a sfuggire al bracconiere che vuole ucciderlo ed anche noi ci auguriamo che la senatrice Segre riesca a liberarsi dal sentimento di odio che la circonda, sperando che riesca a farlo sparire dalla nostra “Povera Patria”.

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