Il 2 ottobre si celebra la giornata della Non Violenza: l’esempio di Gandhi valido ancora per tutte le generazioni

AVIGLIANO UMBRO – 29 settembre 2018 – Riceviamo e pubblichiamo un articolo di Emanuela Agostini, che fa parte anche del numero settimanale del giornale parrocchiale ‘La Vela’.

La giornata della nonviolenza “Dal 2007 il 2 ottobre di ogni anno- giorno della nascita di Gandhi – si celebra la giornata internazionale della Nonviolenza promossa dalle Nazioni Unite affinché il messaggio di come raggiungere la pace in modo nonviolento promosso del Mahatma (Grande Anima) sia divulgato in maniera efficace tra tutte le nazioni.

La storia del premio Nobel indiano Gandhi nasce il 2 ottobre 1869 a Porbandar in India in una importante famiglia locale, studia nelle scuole inglesi in India prima e poi a Londra, dove si laurea in legge. Al ritorno in India, dove lo aspettava la giovanissima moglie, non riesce a trovare un lavoro e si spinge perciò in Sud Africa – allora colonia inglese come l’India- per lavorare come avvocato commerciale. E’ qui che per la prima volta il colore della sua pelle lo porterà a subire violenti atti razzisti a cui risponderà con le armi che aveva affinato grazie ai suoi interessi per tutte le religioni e soprattutto per quella cristiana. Dal Discorso delle Montagna di Gesù e dalle Beatitudini trae ispirazione per i primi atti del percorso nonviolento che lo porteranno a diventare famosissimo in tutto il mondo. Dopo più di 20 anni in Sud Africa rientra in India e si pone a capo del movimento indipendentista. Tra azioni pacificamente eclatanti come la Marcia del Sale e digiuni spossanti il 15 Agosto 1947 l’India ottiene l’indipendenza, ma il sogno del Mahatma di vedere la sua nazione accogliere tutte le religioni pacificamente al suo interno si infrange e lui stesso sarà ucciso da un fanatico indù dopo pochi mesi, il 30 gennaio 1948.

I collegamenti tra Gandhi e l’Umbria Sono molti i collegamenti tra la nostra Umbria e Gandhi. Primo tra tutti quello con il nostro San Francesco che della pace e dell’umiltà aveva fatto strumenti potenti nei suoi durissimi tempi. Poi di sicuro con uno dei più importanti pacifisti italiani, il perugino Aldo Capitini che a Gandhi si ispirò per le sue lotte antifasciste.

Un liceo in onore di Gandhi Forse per questo ormai più di 20 anni fa, il liceo scientifico di Narni è stato dedicato a Gandhi per volere degli studenti; e da allora ogni anno si festeggia la Giornata Gandhiana per promuovere una migliore conoscenza della figura, della filosofia e dell’opera non violenta del grande indiano.

A Narni si parla di Gandhi Quest’anno la giornata gandhiana, che si svolgerà la mattina del 3 ottobre presso il liceo, sarà celebrata alla presenza dell’ambasciatrice italiana in Italia Mrs Reenat Sandhu e si concentrerà sull’uso della comunicazione e dei mezzi di comunicazione di massa da parte del Mahatma partendo dalla domanda:” Comunicazione della spiritualità ai tempi di internet. Ma se Gandhi avesse avuto internet cosa avrebbe fatto?”. Una domanda scaturita dalla ripubblicazione delle lettere che Gandhi ha scritto per moltissimi anni ad una eremita umbra – Sorella Maria – che viveva in un eremo isolato sopra Campello del Clitunno in perfetto stile francescano. L’unica italiana che Gandhi volle incontrare nella sua visita a Roma nel 1931.

I protagonisti dell’evento A parlare dell’evento, dello spirito francescano e gandhiano che ancora si respira nel piccolo eremo di Campello in cui vivono ancora giovani eremite animate da uno spirito fortissimo, saranno i professori che seguono il progetto a scuola e la giovane dottoressa Margherita Marincola che ha studiato a lungo la capacità comunicativa di Gandhi.

L’esempio di Papa Francesco Ci auguriamo che anche questo sia un modo per educare i più giovani a capire quello che il nostro Papa Francesco ci esorta a mettere in pratica:” Anche Gesù visse in tempi di violenza. Egli insegnò che il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive» (Mc 7,21). Ma il messaggio di Cristo, di fronte a questa realtà, offre la risposta radicalmente positiva: Egli predicò instancabilmente l’amore incondizionato di Dio che accoglie e perdona e insegnò ai suoi discepoli ad amare i nemici (cfr Mt 5,44) e a porgere l’altra guancia (cfr Mt 5,39). Quando impedì a coloro che accusavano l’adultera di lapidarla (cfr Gv 8,1-11) e quando, la notte prima di morire, disse a Pietro di rimettere la spada nel fodero (cfr Mt 26,52), Gesù tracciò la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia (cfr Ef 2,14-16). Perciò, chi accoglie la Buona Notizia di Gesù, sa riconoscere la violenza che porta in sé e si lascia guarire dalla misericordia di Dio, diventando così a sua volta strumento di riconciliazione, secondo l’esortazione di san Francesco d’Assisi: «La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori».( Messaggio di papa Francesco per la Giornata della Pace 2017 )”

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